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Ferirono un 12enne a Capodanno: nove arresti nel clan Mazzarella

Protagonisti della faida di San Giovanni a Teduccio, lo scorso 31 dicembre volevano colpire l'abitazione del boss rivale, del clan Rinaldi

Nove persone, tutti napoletani, sono stati fermati perché ritenuti affiliati al clan Mazzarella di San Giovanni a Teduccio. Si tratta di Francesco Mazzarella (47), Francesco Barattolo (34), Luigi Bonavolta (25), Raffaele Donadeo (22), Gennaro Limatola (33), Giovanni Ravolo (42), Ciro Russo (57), Raffaele Santaniello (26), Pasquale Troise (36). Alla guerra di camorra in atto tra il gruppo ed il clan dei Rinaldi, gli inquirenti ascrivono anche il grave episodio dello scorso 31 dicembre, quando un 12enne fu ferito da un proiettile mentre festeggiava la vigilia di Capodanno a casa di parenti.

Le indagini della Dda sono partite dall'omicidio di Vincenzo Di Pede, affiliato ai Formicola, avvenuto il 26 agosto del 2012. Si è arrivati non soltanto ad individuare i due autori dell'agguato (Raffaele Russo e Rosario Guadagnuolo, già condannati in primo grado), ma anche a ricostruire l'attività del sodalizio camorristico e la sua organizzazione.

Figura di spicco del clan è risultato essere Francesco Mazzarella, soprannominato “'o Parente”, che pure non partecipando in prima persona alle azioni violente è stato identificato come capo indiscusso del gruppo. La guerra con i Formicola, ex alleati, iniziò proprio con l'omicidio Di Pede. Una rivoluzione negli assetti della camorra del quartiere, con i Mazzarella che strinsero un'alleanza con il clan Rinaldi e scatenarono la scia di sangue del biennio 2014 e 2015.

"A San Giovanni si spara ogni giorno"

Lo scontro si è acuito ulteriormente negli ultimi mesi, questo a causa degli arresti eseguiti nel novembre 2017 nei riguardi di esponenti del clan De Micco di Ponticelli, nuovo ulteriore scossone agli equilibri della zona. Col quartiere diventato terra di conquista, sono iniziate le stese e gli agguati. Una faida che ha portato alla morte di Antonio Perna (dei Mazzarella) lo scorso 22 dicembre, morto nell'esplosione di un ordigno che egli stessi stava piazzando, così come alla stesa dello scorso 8 dicembre in via Sorrento, quando numerosi colpi furono diretti verso l'abitazione di Sergio Grassia (dei Rinaldi).

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E poi quanto è avvenuto la notte del 31 dicembre dello scorso anno, quando venne ferito un bimbo di 12 anni da un proiettile vagante. Da una prima ricostruzione, risulta che ad esplodere i colpi siano state quattro persone con volto travisato. Questi avrebbero sparato verso l'abitazione di Sergio Grassia, esattamente come l'8 dicembre.

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