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Omicidio a Ponticelli, l'ipotesi degli inquirenti: Nocerino voleva lasciare i De Micco

Secondo gli investigatori è possibile la vittima si stesse avvicinando ad uno dei due gruppi criminali emergenti. Ancora in prognosi riservata Fabio Tramontano, perito assicurativo 33enne ferito per errore nell'agguato

La scena dell'agguato, foto Tommasone-Renato

Ucciso perché voleva lasciare il suo clan. È una delle ipotesi degli investigatori a proposito dell'omicidio, avvenuto ieri a Ponticelli, in via Miranda, del 38enne Ciro Nocerino.

Per gli inquirenti la vittima era un uomo del clan De Micco. In una situazione in divenire come quella criminale a Ponticelli, con l'emergere dei gruppi Mammoliti-Baldassarre e Minichini-Schisa (in realtà nato a Brusciano ma in espansione), è probabile che la Nocerino si stesse avvicinando ad una fazione avversa al suo clan. Un "tradimento" che gli è stato alla fine fatale.

AGGUATO A PONTICELLI: VIDEO

L'agguato è stato rapido, violento. E con un ferito innocente: "Sono vivo per miracolo", spiega dal suo letto d'ospedale Fabio Tramontano, perito assicurativo di 33 anni. È stato colpito alla base della schiena da un proiettile della raffica che ha ucciso Nocerino, quindi trasportato in codice rosso al Loreto Mare. Il colpo gli è uscito dal fianco, sfiorando la spina dorsale. È ricoverato in condizioni ritenute gravi dai medici e la sua prognosi resta riservata, ma non si trova in pericolo di vita.

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