Ponticelli Today

Blitz al rione Conocal, le intercettazioni: "Ora la camorra la facciamo noi donne"

Rese pubbliche le parole di Nunzia D'Amico, uccisa l'anno scorso, che era diventata il vero capo famiglia dell'omonimo clan oggi cancellato da un maxi blitz dei carabinieri

Nunzia D'Amico e il rione Conocal

"Ora la camorra la facciamo noi. Tanto Chernobyl non ci sta più. Ora è peggio...ci stanno le donne". Nunzia D'Amico, sorella dei boss Antonio e Giuseppe uccisa il 15 ottobre dell'anno scorso, parlava così in un'intercettazione resa oggi pubblica dai carabinieri. La donna era al tempo al vertice dell'omonimo clan, oggi azzerato dal maxiblitz con 90 arresti portato a termine dai carabinieri nel rione Conocal a Ponticelli.

"Chernobyl" era il soprannome del compagno della D'Amico, quel Salvatore Ercolani – elemento di spicco del clan – che aveva lasciato a lei le redini del sodalizio criminale dopo il suo rocambolesco arresto avvenuto nel 2014. Dopo di lui, le donne al potere. Spietate, assetate di protagonismo: è così che molti carabinieri avevano descritto la D'Amico e le sue sodali.

La collaboratrice di giustizia Maria Grandulli, ad esempio, ha spiegato che "Annunziata era il vero capo famiglia dei D'Amico". E l'indagine che oggi si è conclusa con la retata ha confermato pienamente questo suo ruolo. Il clan – per i carabinieri – controllava tutte le attività della periferia Est che riguardavano piazze di spaccio, estorsioni e case popolari.

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