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Estorsione al cantiere: in manette “'e guagliune 'e Barra”

In due, 55 e 19 anni, hanno provato ad estorcere denaro ad un'azienda che stava svolgendo dei lavori di ristrutturazione. Al secondo tentativo ad attenderli hanno trovato la polizia

Cinquantacinque e diciannove anni, sono stati arrestati con l'accusa di tentata estorsione continuata e aggravata da metodi mafiosi. I due sono stati colti in flagrante mentre tentavano un'estorsione ai danni di un cantiere edile.

La polizia, lo scorso 24 ottobre, ha scoperto – nel corso di indagini – che nel corso della ristrutturazione di un edificio a barra il titolare dell'impresa cui erano stati assegnati i lavori aveva subito un tentativo estorsivo.

I due erano entrati all’interno del cantiere chiedendo del titolare, assente, per poi minacciare i dipendenti: “Dincell 'o mast che so venuti i guaglioni di Barra”. “Ora lavorate in grazia di Dio tutta la settimana – avrebbero detto – martedì è festa, mercoledì è festa. Ci vediamo giovedì o venerdì”.

In effetti sono tornati, in sella ad una moto. Ad attenderli hanno trovato un poliziotto che fingeva di essere il titolare. Alla loro richiesta, sono stati arrestati. Il 55enne era un elemento del clan Cuccaro Aprea, con precedenti per associazione di stampo mafioso, omicidio e tentato omicidio, estorsione e rapina, mentre reati minori per il più giovane. Sono entrambi stati condotti a Poggioreale.

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